Origini e storia del Gatto Persiano

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origini del persianoLe prime notizie appaiono nelle cronache di viaggio di un esploratore italiano, Pietro della Valle, che verso la metà del Cinquecento vide nel Khorasan, provincia della Persia, dei gatti dal lungo mantello. Quasi un secolo dopo, nel 1620, si riparla di gatti a pelo lungo importati dalla Turchia da Nicolas Fabri de Peiresc, scienziato, archeologo e consigliere al parlamento di Aix-en-Provence. Nei suoi scritti egli racconta che nell'Azerbaigian, non lontano dalla Turchia, sono rinomati dei gatti meravigliosi chiamati "angora" e che tutti gli anni ad Ardabil, la capitale, si tiene una fiera dove vengono esposti gli esemplari migliori.Il gatto manul (Felis manul/Pallas cat) è un piccolo felino che vive nelle steppe e nelle regioni montagnose dell'Asia centrale, fino al Tibet e alla Mongolia.

Pesa dai 3 ai 5 kg, ha orecchie basse e larghe e un serico mantello con ricca gorgiera. Guardando una carta geografica dell'Asia, notiamo che gatti a pelo lungo comparvero in modo del tutto naturale in tutti i paesi limitrofi alle zone in cui viveva il manul: Cina, Russia, Persia, Afghanistan, Turchia.

Il conte Georges Louis Buffon (1707-1788) :

"Discendente dal gatto angora della provincia del Khorasan, il persiano azzurro ha il pelo fine, grigio, lucido e setoso nei suoi chiari e scuri, più intenso sul dorso e più chiaro sul petto. La coda a pennacchio è lunga cinque o sei dita..."

Cita Pietro della Valle e Nicolas Fabri e narra di come questi gatti avessero conquistato gli stranieri tanto da indurre i portoghesi a trasportarli fino alle Indie, a quel tempo colonie inglesi. Potrebbe essere questa la strada attraverso la quale i gatti a pelo lungo sono giunti in Inghilterra.

Gli angora sono citati ancora in un rapporto del naturalista Lottin del Val al presidente della società Imperiale di Acclimatazione: "Ho trovato questa bella specie (gli angora) sul grande pianoro armeno di Erzurum, dove il clima differisce singolarmente da quello di Angora. Altri ne ho visti nel Kurdistan e a Bagdad, ma nessuno in Persia". Si può dedurne che i gatti visti da Pietro della Valle provenivano dall'Armenia o dall'Azerbaigian, dove forse le condizioni ambientali erano più favorevoli all'adattamento della specie.

Un brano tratto da una enciclopedia dei primi del Novecento ci fornisce altre singolari notizie: "Numerose varietà di gatti a pelo lungo turchini, argentati e bianchi sono caratteristici della Russia. Non desta alcuna meraviglia ap- prendere che in quella sterminata pianura di chilometri e chilometri, corsa da strade carovaniere che la collegano ai paesi sacri dell'antichità, sono stati fatti tentativi per importare i gatti meravigliosi della Cina, della Persia e dell'India set- tentrionale e quelli dei molti popoli che fanno corona all'impero moscovita. È notevole che all'infuori del gatto turchino, nessun altro resista all'atmosfera rarefatta delle altre regioni montane che essi devono attraversare prima di giungere in Russia. In molti villaggi non è raro incontrare una sorprendente quantità di gatti turchini, di notevole bellezza, segnati da una fosca pennellata attraverso il corpo.

Durante la breve estate russa, essi vagabondano nei boschi, tormentati da migliaia di insetti velenosi, mentre d'inverno stanno rinchiusi fra le quattro pareti dell'isba sepolta dalla neve. Molte pellicce importate dalla Russia appartengono a questi gatti e prepararle per il commercio è diventata una forte e fiorente indu- stria. Il paese attorno a Kronstadt, nei Carpazi meridionali, è famoso per la bellezza dei suoi gatti, che si dicono originari della Turchia. Una varietà affatto nuova e distinta è l'angora color fumo; ha il pelo superficiale bruno scuro e nero arruffato, ma ha una sottoveste d'azzurro e d'argento con una leggera spuma chiara attorno al collo".

Il brano, a cura del naturalista e pittore Louis Wain, è corredato da una serie di fotografie di gatti di razze diverse. Notiamo che, mentre le foto dei certosini, abissini o europei che Wain menziona come vincitori di numerosi premi raffigurano gatti che potrebbero gareggiare nelle odierne esposizioni, quelle dei gatti a pelo lungo mostrano soggetti totalmente dissimili dagli attuali persiani.

I corpi, snelli e allungati, sono alti sulle zampe, le teste triangolari, dai lunghi profili, hanno occhi a mandorla e alte orecchie. Questi sono gatti che il lungo lavoro di selezione ha trasformato negli attuali persiani.

le guide Pet
guida al GATTO PERSIANO
M.Rodriguez
Lo Savio
DVE ITALIA 2002